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La festa di Sant’Agata a Catania

La Festa Di Sant’Agata A Catania

Come da tradizione dal 3 al 5 febbraio si svolgerà a Catania la festa di Sant’Agata, una delle feste patronali più belle d’Italia, un evento che ogni anno attira fedeli e curiosi provenienti da ogni parte del mondo.

Le origini della celebrazione

Nel III secolo d. C. Catania era sotto il dominio dei romani. A quei tempi l’impero romano perseguitava chi si professava di fede cristiana. Agata appartenente ad una nobile famiglia catanese sin dalla giovane età decise di consacrarsi a Dio, questo a dispetto dei pericoli che tale scelta comportava.
Tra il 251 e 251 d. C. giunse in città il proconsole Quirino. Il governatore romano, conosciuta la giovane Agata se ne invaghì, decidendo di volerla per sé e costringendola a rinnegare la sua fede in Dio, ma la ragazza con la sua incrollabile fede, rifiutò le lusinghe materiali di Quirino e decise di fuggire nella città di Palermo.
Il proconsole, trovata la giovane, la fece tornare a Catania, ma vedendosi rifiutato da Agata la processò condannandola alla prigionia ed alle peggiori torture, l’ultima delle quali fu quella di bruciarla viva su un letto di tizzoni ardenti. Durante questo evento si narra che il velo rosso, simbolo della sua fede in Dio, non venne toccato dalle fiamme. Fu sempre in un velo rosso che il corpo di Agata imbalsamato, venne avvolto, ed è grazie a questo che si narra di come la città venne risparmiata dalla lava dell’Etna.
In seguito a questi miracoli papa Cornelio la proclamò santa.

La Festa

Le celebrazioni in onore di Sant’Agata si svolgono a Catania nell’arco di tre giorni, dal 3 al 5 febbraio.
Il primo giorno, la processione parte dalla chiesa di Sant’Agata per arrivare alla Cattedrale, vi assistono oltre ai cittadini tutte le autorità della città. Durante la processione sfilano le caratteristiche “candelore”, grossi e pesanti ceri portati a spalla dai portatori. I ceri sono costruiti in legno e decorati in differenti stili, rappresentano le dodici corporazioni di arti e mestieri della città.
Il primo giorno si chiude a Piazza Duomo con lo spettacolo dei giochi pirotecnici.

Il secondo giorno segna il vero inizio della festa religiosa. La mattina viene celebrata la messa dell’Aurora, il busto reliquiario di Sant’Agata contenuto all’interno della vara, un pregiato tempietto d’argento finemente decorato, viene portato fuori dalla “cameretta”, la stanza che lo ha custodito per un anno, e portato in processione dai devoti. La tradizione vuole che questi siano vestiti con il tradizionale sacco, un lungo camice di tela bianca, un berretto nero. Dei fazzoletti bianchi vengono fatti sventolare da una moltitudine di fedeli rendendo questo momento uno dei più emozionanti dell’intera celebrazione.

L’ultimo giorno della festa si apre con la celebrazione della messa del Pontificale presenziata dalle più alte cariche religiose. Il busto reliquiario di Sant’Agata, è esposto all’interno della Cattedrale e nel pomeriggio viene portato in processione per un’ultima volta.

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